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DISCIPLINARE PER IL FOTOVOLTAICO Gli impianti fotovoltaici (Fv) per la pro duzione di energia da fonte solare, destinati ad essere collegati alla rete generale di distribuzione, sono oggetto dì recenti incenti vazioni di carattere economico. In ambito europeo il VII programma quadro dell' UE finanzierà, dal 2007 al 2013, un'elevata percentuale delle ricerche effettuate nel setto re dell'energia. A livello italiano il nuovo decreto Dm 06/02/2006, che amplia ed integra il precedente Dm 28/07/2005, ha creato le condizioni per una crescita tangibile dell'ener gia prodotta. Ciò ha reso urgente e necessario disciplinare il contesto mediante un insieme di norme con lo scopo di rendere il più possibile omogenee le fasi di progettazione, installazione, verifica e manutenzio ne di questa tipologia di impianti. Dell'attuale stato dell'arte nel cam po del Fv si è fattivamente discusso durante il seminario organizzato dal CEI "La realizzazione dei sistemi di generazione fotovoltaici collegati alle reti elettriche di Mt e Bt" tenu tosi a Milano lo scorso 29 Giugno. Nell'occasione è stata presentata la nuova guida CEI 82-25. |
LE GUIDE CEI È bene sottolineare che le guide CEI non costituiscono documenti norma tivi ufficiali (non essendo sottoposte ad inchiesta pubblica), ma sono destinate ad un pubblico più vasto e meno esperto rispetto a quello al quale sono usualmente indirizzate le più rigorose norme tecniche. Sono redatte a beneficio di tutti coloro che nutrono dubbi ed incertezze sui vari temi disciplinati dall'attività normativa e per questo appaiono spesso caratterizzate da uno stile meno formale, più snello, nonché da una veste grafica maggiormente accattivante e fantasiosa. ARCHITETTURA DI UN SISTEMA Fotovoltaico Ogni sistema di generazione Fv inizia con una sezione di conver sione dell'energia solare in energia elettrica (generatore fotovoltaico) costituita dall'insieme dei moduli di captazione. Questi operano una conversione diretta dell'energia elettromagnetica irradiata dal so le incidente su di essi, in energia potenziale elettrica presentando ai propri morsetti una differenza di potenziale costante nel tempo. Alla necessaria conversione di que st'ultima nella tradizionale forma alternata sinusoidale provvede un apposito convertitore ac/dc (inver ter) dalle caratteristiche opportune. A questo fa seguito una catena di distribuzione, sezionamento e misura dell'energia generata che deve essere concepita anche allo scopo di permettere la connessione dell'impianto generatore alla rete generale di distribuzione. Corre dano il tutto opportuni dispositivi di protezione con relativi organi di interruzione e sezionamento. Il progetto, la realizzazione e le verifiche di una simile architettura coinvolgono una serie non indiffe rente di tematiche. PROBLEMATICHE DI BASE Riceviamo quotidianamente dal sole una quantità di energia pari a migliaia di volte quella che consu miamo ma la sua conversione, dal la forma radiata a quella elettrica, è dominata da tre semplici quanto fondamentali considerazioni: VALUTAZIONI PRELIMINARI In primo luogo occorre identificare l'ubicazione del sito in termini di coordinate geografiche (latitudine e longitudine) dalle quali è necessario risalire ai dati climatici (in partico lare all'irraggiamento in kW/m2). Allo scopo è possibile consultare le tabelle Uni 10349 o Uni 8477 oppure altri atlanti della radiazione solare. I dati di irraggiamento sono sempre riferiti al suolo orizzontale e devono quindi essere convertiti in funzione dell'inclinazione data ai moduli. Posizione ed orientamento di questi devono essere accurata mente stabiliti con lo scopo di mas simizzare l'energia captata ed a tal fine è indispensabile determinare l'esposizione dell'edificio. Devono essere in particolare valutati gli ombreggiamenti (in termini di curva solare) e gli ostacoli presenti sull'orizzonte (in termini di diagramma delle ombre). Anche la disposizione dei moduli (inclinazione e distanza tra file adiacenti), risulta essenziale per evitare ombre reciproche. Il risultato finale sarà la geometria di disposizione (distanza tra file adiacenti) ed il puntamento dei moduli (Azimut ed elevazione). |
IL GENERATORE FOTOVOLTAICO Il generatore fotovoltaico, punto d'inizio dell'impianto, è formato dall'insieme di più moduli ognu no dei quali contiene al proprio interno un certo numero di celle opportunamente collegate tra esse. Ultimamente la tendenza è quella di aumentare le dimensioni della cella il cui lato era, fino a qualche tempo fa, di 5 pollici (da non molto è stata superata la cosiddetta barriera del sesto pollice). I progressi sono valutati mediante il rendimento di conversione della cella ma anche in termini di peso per ogni Watt di potenza prodotta. I singoli moduli sono collegati in serie a forma re stringhe. Le stringhe vengono poi poste in parallelo. Il numero di moduli costituenti una stringa determina la tensione dc che il ge neratore deve produrre. Il numero di stringhe in parallelo fissa invece la potenza che sarà disponibile al generatore Fv. Una volta stabilito il numero di stringhe ed il numero di moduli per stringa (dimensionamento del generatore), è necessario valutare l'influenza sul sistema del guasto di una singola cella, modu lo o stringa. La tecnologia mette attualmente a disposizione tre di stinte tipologie di moduli: in silicio cristallino, in silicio amorfo, a film sottile. I moduli in silicio devono essere conformi alle prescrizioni delle norme En 61215, mentre per quelli a film sottile il riferimento è la En 61646. In entrambi i casi è richiesta classe di isolamento II e grado di protezione IP65. Nella scelta delle celle occorre valutare attentamente il decadimento nel tempo delle caratteristiche. I dati di targa devono essere espressi in conformità alla En 50380. Le caratteristiche di risposta delle celle (prestazioni) devono essere valutate in condizioni standard di laboratorio in ottemperanza alle indicazioni delle norme della serie En 60904. È previsto ad esempio che la cella venga sottoposta ad una densità di potenza pari a 1000 W/m2 a mezzo di una sorgente di riferimento avente assegnato spettro di emissione; la tempe ratura della cella deve essere di 25 °C (la potenza generata dimi nuisce infatti all'aumentare della temperatura: a grandi linee tale diminuzione può essere stimata nel 4% per ogni 10 °C di aumento della temperatura). IL CONVERTITORE DC/AC Il secondo anello della catena è rap presentato dal convertitore dc/ac, altrimenti detto inverter, necessario per convertire in forma sinusoidale a ; 50 Hz la tensione continua prodotta : dal generatore. Nelle architetture dei moderni impianti Fv è possibile distinguere inverter di stringa (o fra zionati) ed inverter centrali. I primi permettono di filtrare eventuali dif ferenze tra le tensioni prodotte dalle singole stringhe (tensioni di stringa diverse possono causare ricircoli indesiderati di corrente). Occorre tenere presente che all'inverter è presentato un carico variabile nel tempo il quale fa sì che esso non funzioni mai a pieno carico e che quindi anche il rendimento sia va riabile. Un buon criterio di scelta è quello di dimensionare l'inverter per un rendimento che risulti maggiore del 90% in tutte le condizioni di ca rico superiori al 40% della potenza massima. I modelli più sofisticati sono dotati di sistemi di insegui mento della massima potenza (noti come Mppt: Maximum Power Point Tracking) in grado di adattarsi in maniera ottimale alle variazioni dei parametri elettrici della cella conseguenti alle variazioni dell'irraggia mento solare, massimizzando in tal modo la potenza estratta. In sede di progetto è necessario scegliere un inverter (mono o trifase) congruente alla potenza disponibile nonché in grado di accettare in ingresso le variazioni della tensione fornita dai moduli (dovute a variazioni di irraggiamento e temperatura). In ogni caso l'inverter deve soddisfare le prescrizioni delle norme ad esso applicabili armonizzate sotto le di rettive europee Emc (compatibilità elettromagnetica) e bassa tensione (sicurezza elettrica). PROGETTO MECCANICO L'impianto può essere integrato, ossia facente parte della struttura dell'edificio, oppure no (appoggiato su copertura o a terra). Il progetto meccanico concerne la scelta ed il dimensionamento della struttura di sostegno dei moduli solari (fissa o ad inseguimento). Fondamentale è in questo contesto l'analisi dei carichi permanenti (peso dei mo duli, peso della struttura, zavorre) e dei sovraccarichi transitori dovuti all'accumulo di neve o al vento. Qualora sia prevista una strut tura integrata nell'architettura dell'edificio il progetto meccanico può fondersi con considerazioni di natura architettonica. |
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